"Denigrazione dei cronisti sgraditi" indicati come "'nemici' dichiarati, cosicché fosse chiaro per il futuro quale comportamento gli stessi avrebbero dovuto adottare".

E' quanto scrivono i giudici della Prima sezione della Corte d'Appello di Roma nelle motivazioni della sentenza del 14 luglio scorso con cui hanno confermato le condanne ad 1 anno e mezzo di carcere per il capoclan Francesco Bidognetti e 1 anno e due mesi per l'avvocato Michele Santonastaso nell'ambito del processo per le minacce rivolte nel 2008 al giornalista Roberto Saviano e alla giornalista Rosaria Capacchione.

Il proclama venne letto durante il processo di appello Spartacus a Napoli nei confronti del clan dei Casalesi.

Nell'atto i giudici affermano che "l'insieme delle esternazioni lette pubblicamente in udienza dall'avvocato Santonastaso, il contesto storico e processuale in cui le stesse sono state inserite, i toni utilizzati, il forte risentimento manifestato, l'indicazione nominativa e ripetuta dei due giornalisti, le violente accuse loro rivolte di condizionare la magistratura e così contribuire all'emissione di ingiuste condanne, fanno chiaramente intendere il messaggio implicito sottostante, di natura inequivocabilmente minatoria, che con la inconsueta lettura dell'atto di rimessione si intendeva far arrivare".