Si allarga l’inchiesta della Procura di Roma sul Tax credit cinema. La Guardia di finanza del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Capitale ha acquisito dagli uffici amministrativi di Cinecittà tutti i carteggi relativi a tre film: “Siccità” del 2022 diretto da Paolo Virzì; “Finalmente l’alba” del 2023 diretto da Saverio Costanzo, figlio di Maurizio Costanzo; “L’immensità” del 2022 diretto da Emauele Crialese.

L’indagine ha l’obiettivo di accertare come siano stati spesi i soldi pubblici previsti per sostenere il mondo cinematografico italiano. Nel mirino ci sono cento film che, secondo i riscontri preliminari, avrebbero avuto un ritorno al botteghino vicino allo zero.

Il procedimento rientra tra i cinque fascicoli su cui stanno lavorando i pm di Roma.

Per ora non ci sono indagati. Ma l’istruttoria è avviata e corre su più piste: profili economico-finanziari ed eventuali illeciti nella Pubblica amministrazione. Da piazzale Clodio arrivano definizioni caute – procedimenti “embrionali” – che però non smorzano il peso della vicenda. Perché i numeri delle possibili frodi sono imponenti e i soggetti coinvolti direttamente o indirettamente sono di primo piano.

Sul piano economico, a fine luglio la Direzione generale del ministero della Cultura stava lavorando su un pacchetto di 200 opere prodotte tra il 2020 e il 2024, per un valore complessivo vicino ai 350 milioni di euro. Un censimento imponente, che testimonia la dimensione della spesa pubblica in gioco.