Arriva in tutte le librerie «Sveglia! Le bugie che ci impoveriscono, le verità che ci arricchiranno» (Marsilio, pp. 234, euro 18) di Pietro Senaldi, condirettore di “Libero”, e Giorgio Merli, consulente strategico di multinazionali e governi. Gli autori smantellano i miti che da anni alterano la percezione collettiva della nostra economia: dalla retorica della «seconda manifattura dell’Europa», al costo del lavoro, dall’illusione del «piccolo è bello» al racconto auto-assolutorio sulla Ue. Un percorso di disillusione necessario: capire perché ci siamo impoveriti e cosa possiamo fare prima che sia troppo tardi. Per gentile concessione pubblichiamo alcuni estratti firmati da Pietro Senaldi (nella foto sotto).

«Gli italiani oggi parlano solo d’imbecillità e non vogliono sentire cose che non capiscono» asseriva Umberto Eco. Siamo gli eredi degli antichi romani, che prima strutturarono la loro società e poi governarono il mondo, dei grandi letterati e delle signorie illuminate del Rinascimento. Per questo, tendiamo a considerarci geniali a prescindere, pur non riconoscendo la stessa superiorità a un egiziano, solo perché i suoi avi hanno costruito le piramidi, a un messicano per i templi aztechi o a un greco per Atene, Sparta e i padri della filosofia. Abbiamo creato la mitologia dello stellone italico e dell’arte di cavarcela sempre.