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Se "gita scolastica" è una parola che qualcuno considera sacrilega, ebbene, si può discutere del termine: non significa che si stia sminuendo Auschwitz
Caro Direttore Feltri,
sono una insegnante di liceo di 47 anni. Ho letto con attenzione le dichiarazioni del ministro Roccella: «Le gite ad Auschwitz servivano a dirci che l'antisemitismo era una questione fascista e basta», e le reazioni polari che ne sono seguite. Sono indignata da certe accuse levate contro Roccella, come se avesse tradito la memoria, quando credo stesse cercando di scuotere un'abitudine stanca e addormentata. Da lettrice, vorrei chiederle: qual è il suo parere, direttore, su queste parole e su come è stata montata questa polemica? È davvero un errore di lessico oppure un agguato politico?






