Due chiamate in due giorni. Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto un secondo colloquio con l’omologo americano Donald Trump, dopo una prima telefonata sabato, per discutere in particolare della difesa antiaerea e del settore energetico dell’Ucraina.

«Ho appena parlato con il presidente degli Stati Uniti», per la seconda volta in due giorni, «e anche la conversazione di oggi (ieri, NdR) è stata molto produttiva», ha scritto sui suoi social il leader di Kiev. «Ieri abbiamo concordato una serie di argomenti da discutere oggi, e abbiamo coperto tutti gli aspetti della situazione: difesa delle vite umane nel nostro Paese, rafforzamento delle nostre capacità – nella difesa aerea, resilienza e capacità a lungo raggio. Abbiamo anche discusso su molti dettagli relativi al settore energetico», ha sottolineato il presidente ucraino, aggiungendo che Trump «è ben informato su tutto ciò che sta accadendo» e che hanno «concordato di continuare il dialogo».

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Tre giorni dopo i massicci attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine, la situazione rimane tesa in tutto il Paese. I bombardamenti russi di venerdì hanno lasciato centinaia di migliaia di famiglie al buio e causato la morte di un bambino di sette anni. Sabato Zelensky ha esortato l’inquilino della Casa Bianca a “negoziare la pace” in Ucraina, salutando il suo recente accordo sul Medio Oriente. «Mi sono congratulato con il presidente Donald Trump per il suo successo e per l’accordo sul Medio Oriente che è riuscito a ottenere e che rappresenta un risultato eccezionale», ha dichiarato il presidente ucraino su Facebook, dopo una conversazione telefonica con Trump «molto positiva». «Se una guerra può essere fermata in una regione, allora sicuramente anche altre guerre possono essere fermate, compresa quella condotta dalla Russia», ha aggiunto Zelensky.