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Il premier guadagna consensi e dovrà valutare se andare alle urne o lasciare
"Ho un'idea, signor presidente Herzog. Perché non concede a Netanyahu la grazia?". Donald Trump lancia l'assist al primo ministro israeliano uscendo dal seminato del testo scritto che aveva preparato per la Knesset, nel grande giorno del ritorno degli ostaggi in Israele. "Quello che dico non era nel discorso, come probabilmente sapete", spiega il leader americano. Che poi insiste con il capo dello Stato israeliano, scatenando uno dei lunghi applausi e standing ovation dell'Aula: "Gli dia la grazia". "Che ci piaccia o no, (Netanyahu) è uno dei grandi presidenti di guerra", spiega Trump, inciampando nella definizione di Bibi (primo ministro e non presidente). Ma il senso delle parole del capo della Casa Bianca è chiarissimo e si spinge fino ad alcuni dettagli del processo per corruzione nel quale il leader israeliano è imputato. "Sigari e champagne? Chi diavolo se ne importa", chiude Trump riferendosi all'accusa mossa a Netanyahu di aver ricevuto regali in cambio di favori politici.






