La notte tra domenica e lunedì è passata insonne, le luci negli appartamenti di Tel Aviv sono rimaste accese, ogni tanto una musica, la voce di una notiziario, gruppetti per strada.
Nell'ultimo buio prima del chiarore, in quella che poco dopo Donald Trump definisce "un'alba storica", semplici cittadini hanno arrotolato la bandiera di Israele e si sono dirette verso Piazza degli Ostaggi: l'appuntamento delle famiglie era per le 4 del mattino per seguire sul grande schermo il rilascio degli ultimi 20 rapiti ancora in vita in diretta. Dopo due ore erano migliaia e migliaia. Poco dopo le 6.30 (un'ora prima in Italia) i mezzi della Croce Rossa si sono mossi verso il punto d'incontro con Hamas a Gaza nord. Sulla città è calato un silenzio di piombo: l'intera popolazione, davanti ai notiziari.
L'emozione si alza qualche minuto dopo le 7 quando i primi ostaggi vengono consegnati dalla brigata Ombra di Hamas alla Croce Rossa: da Piazza degli Ostaggi si è levato il clamore della gioia. Lacrime, abbracci, esultanza, balli, i nastrini gialli simbolo dei rapiti buttati al vento.
Sette i primi a tornare in libertà, dopo due anni. Mentre i parenti degli altri 13 vivono minuti di sconvolgente tensione.














