Nel giorno di festa di Israele, nel momento della glorificazione di Donald Trump alla Knesset, ecco arrivare un clamoroso fuoriprogramma: il presidente americano durante il suo intervento al Parlamento israeliano per la firma della pace con Hamas è stato interrotto da due deputati delle opposizioni, Ayman Odeh e Ofer Cassif, che lo hanno contestato sventolando in aula un cartello con la scritta "Genocidio". Una scena che, immaginiamo, avrà fatto esultare di giubilo i pro-Pal di mezzo mondo, a cominciare dall'italiana Francesca Albanese, la relatrice speciale all'Onu per i territori occupati palestinesi.

Odeh e Cassif sono stati subito bloccati dai commessi e allontanati dalla sala della Knesset. La regia ha letteralmente barcollato, con la telecamera che prima inquadra il presidente americano immobile, di sasso. Poi si sposta velocemente virando sull'aula, giusto in tempo per riprendere i contestatori scortati fuori. Trump, riprendendo il discorso, si è rivolto agli addetti e ha sottolineato che il loro intervento "è stato molto efficace". La piazzata si è così risolta solo in una trascurabile "stonatura" nella celebrazione dell'amicizia politica, militare e strategica tra Gerusalemme e Washington.