NEW YORK È ora di chiudere anche la nona guerra: quella in Ucraina. Dopo l’accordo tra Israele e Hamas sul piano di pace a Gaza – che Trump ha rivendicato come il suo ottavo successo diplomatico – Volodymyr Zelensky spera che il presidente americano concentri i propri sforzi sul tentativo di mediare una soluzione per porre fine all’invasione russa. Ieri i due presidenti hanno parlato al telefono per circa mezz’ora, discutendo anche del rafforzamento della difesa aerea ucraina. È stata «una conversazione molto positiva e produttiva», ha scritto lo stesso Zelensky sulla sua pagina X in un lungo post in cui ha anche lanciato la sfida a Trump. «Ho fatto le mie congratulazioni al presidente degli Stati Uniti per il successo e per l’accordo che è riuscito a ottenere in Medio Oriente. Se una guerra può essere fermata in una regione – ha scritto – allora, certamente anche le altre guerre possono essere fermate, compresa quella russa».
Ora che appare lontano lo “schiaffo” diplomatico che Trump aveva inflitto a Zelensky durante l’incontro nello Studio Ovale lo scorso febbraio, i rapporti tra i due leader sembrano non solo essersi distesi, ma addirittura rafforzati, a scapito di Vladimir Putin, verso cui il presidente americano adotta oggi toni più duri che in passato.










