PERUGIA - Se davvero un altro mondo è possibile, come qui dicono tutti, non sarebbe male che somigliasse a questo. Questo mondo grande quanto una città in marcia, duecentomila, forse di più, in discesa tra i colli di un quadro del Perugino, il sole, gli applausi, i fischi, i vecchi con la maglia del Che e i giovani con quella di gatto Silvestro, le donne incinta e i ragazzi in carrozzella, le borracce che passano di mano, le suore, le "canne", le canzoni di Battisti e Bella Ciao, «Cristo cammina con te» e avanti a chi manca, c’è posto per tutti. Posto per i nuovi entusiasmi e vecchi rancori, la marcia solitaria e in un certo senso eroica di D’Alema basterebbe da sola a spiegare: «Sì, Linda, sono più avanti, non ti puoi sbagliare: sono dove tutti gridano buffone», risponde alla moglie al telefonino, e infatti Linda arriva con i figli. Il piccolo, Francesco, è vestito da boy scout. C’è posto per D’Alema in maniche di camicia che resta a prendersi gli insulti («Ti do tempo fino a martedì per cambiare idea», gli grida uno. «Bravo, così sì fa. Fino a martedì», risponde lui), per Rutelli che alla prima curva si allontana. Per Bertinotti che si fa tutto il corteo in trionfo al braccio della moglie e per Veltroni avvistato in uscita all’altezza di un caffè.
Coraggio, il meglio è passato: ecco le tante facce del pacifismo
R50/ Gli organizzatori della marcia della pace 2025 hanno festeggiato l’alta partecipazione sul cammino Perugia-Assisi: mai così tanti dal 2001. Ecco allora il…










