L'omicidio di Paolo Taormina ripropone il tema della sicurezza a Palermo e fa divampare le polemiche.
Nella città sopraffatta dalla violenza, con bande di giovanissimi che si scontrano per il controllo del territorio per gestire furti, rapine e spaccio di droga, c'è chi invoca la presenza dell'Esercito nelle strade come Confartigianato e i capigruppo in consiglio comunale della Dc e di 'Lavoriamo per Palermo'.
Il sindaco Roberto Lagalla oggi è andato davanti al pub "O scrusciu", gestito dalla vittima e dalla sorella, ed è stato contestato da diverse persone. "Le soluzioni possono essere o fortemente restrittive come individuare zone rosse ma resta un margine di imprevedibilità - ha spiegato - non si può militarizzare la città e bisogna allora agire in una logica di medio e lungo periodo sull'impatto sociale ed educativo e la strada non è immediata né facile. Serve un processo di riqualificazione delle periferie ma nessuno può portare il rischio a zero".
A Palermo il 15 settembre scorso è stato ucciso il magazziniere di Farmacia Stefano Gaglio, il 30 una doppia sparatoria è avvenuta in due quartieri limitrofi con una donna ferita, sei mesi fa l'uccisione di tre ragazzi a Monreale con tre giovani dello Zen accusati degli omicidi, meno di un anno fa un altro ragazzo ucciso in discoteca, risse quasi ad ogni week end nei luoghi della movida, turisti picchiati, buttafuori accoltellati, giovanissimi che girano armati.













