Se n’è andata all'improvviso Diane Keaton, l’attrice musa di Woody Allen, in seguito compagna anche di Warren Beatty e quindi di Al Pacino: aveva 79 anni e le cause della scomparsa, annunciate in anteprima dal settimanale People, non sono state chiarite dalla famiglia che si è limitata a confermare la notizia chiedendo il rispetto della privacy. Diane si è spenta in California dopo aver costruito una carriera coronata dall’Oscar vinto nel 1978 per Io e Annie, il film di Allen con cui per molti anni avrebbe stabilito un sodalizio artistico e sentimentale destinato a generare sette memorabili titoli: Provaci ancora Sam, Il dormiglione, Amore e guerra, Radio Days, Interiors, Manhattan, Misterioso omicidio a Manhattan.
Diane Keaton, gli amori e i due figli adottivi: le breve (ma intensa) storia con Woody Allen e la relazione tormentata con Al Pacino
Eccentrica e buffa, intelligente e talentuosa, l’attrice è stata un’icona di stile, carisma e indipendenza intellettuale. Il suo personaggio in Io e Annie era intelligente, ironico, vulnerabile ma affascinante, lontano dalla figura stereotipata della musa femminile “passiva” anche grazie al look androgino che avrebbe fatto scuola e influenzato generazioni di spettatrici. In poche parole, Diane è stata un’icona destinata a resistere al tempi e alle mode. Attraverso quel film e molti di quelli da lei girati in seguito, ha contribuito in misura consistente a cambiare l’immagine della donna nel cinema, soprattutto il modo in cui Hollywood vede le attrici che si rifiutano di aderire ai cliché. E aveva confessato di essersi ispirata a Katherine Hepburn, simbolo di forza, raffinatezza e di uno stile maschile e ribelle. Ma non c’è stato solo Woody Allen nella vita e nella carriera di Diane. L’attrice aveva lavorato anche con Francis Ford Coppola nel Padrino, nel ruolo di Kay Adams, e nel Padrino Parte II, con Richard Brooks nel film In cerca di Mr. Goodbar, con Warren Beatty (Reds), Alan Parker (Spara alla luna), Nancy Meyers (Tutto può succedere, in coppia con Jack Nicholson), Laurence Kasdan (Mamma ho perso il lavoro), Michael Jacobs (Ti presento i suoceri). L’ultimo film, interpretato nel 2024, è stato Summer Camp di Castilel Brandon. Nel 2016 Diane aveva lavorato anche in Italia con Paolo Sorrentino nella serie Sky The Young Pope in cui aveva la parte di Suor Mary, la religiosa che aveva cresciuto il primo papa americano Lanny Belardo (Jude Law) dopo la morte dei suoi genitori, diventando per lui un punto di riferimento affettivo e spirituale. Bravissima a passare dalla commedia al dramma, Diane si era cimentata anche nella regia: dapprima di serie tv (l’episodio Schiavi e padroni di I segreti di Twin Peaks), poi anche al cinema con Paradiso (1987), Fiore selvaggio (1991), Eroi di tutti i giorni (1995), Mother's Helper (1999) e Avviso di chiamata (2000). E aveva diretto anche dei videoclip della cantante californiana Belinda Carlisle. Nata a Los Angeles il 5 gennaio 1946 con il vero nome di Diane Hall, aveva deciso di recitare dopo che la madre aveva vinto un concorso per casalinghe: vederla ritirare la medaglia aveva acceso in lei la voglia del palcoscenico. I primi passi sono in teatro, il debutto è con Hair a Broadway. Poi arriva il cinema e il suo agente la convince ad assumere il cognome Keaton per fingere una parentela con il famoso Buster. Il debutto sul grande schermo è nel 1970 con Amanti ed altri estranei di Cy Howard, poi Diane gira un film dietro l’altro. Diceva di lei Warren Beatty, che l’aveva diretta in Reds ed era diventato il suo compagno dopo che l’attrice aveva lasciato Allen: «Si avvicina al copione quasi come se stesse interpretando un'opera teatrale di cui memorizza l'intera sceneggiatura già prima delle riprese, non conosco nessun altro attore che lavora così». Finito l’amore, con Woody oggi quasi novantenne il legame professionale si era trasformato in un’alleanza artistica con pochi eguali nel cinema. E il regista ha definito Diane «il più grande amore della mia vita». Cinque anni fa, l’attrice scrisse un libro sincero e struggente intitolato Fratello e sorella - una storia vera (Baldini & Castoldi) dedicato al fratello Randy, uomo instabile dalla mente torturata, con cui aveva diviso l’infanzia e la giovinezza: si sentiva in colpa per averlo trascurato mentre inseguiva il successo.










