CASTELCUCCO (TREVISO) - È un dolore indescrivibile quello che ha travolto il papà di Matteo Forner, ex consigliere comunale morto schiacciato in un macchinario usato per la lavorazione dell'uva. Una tragedia alla quale il padre Lino ha assistito e che da ieri, venerdì 12 ottobre, ha scosso l'intera comunità di Castelcucco. «Matteo, ti saluto. Sei stato grande, sempre disponibile, hai fatto quasi tutto in quest'azienda», la dedica del papà addolorato.

Matteo Forner, il consigliere comunale muore a 44 anni anni schiacciato dalla pressa per l'uva: l'incidente sotto gli occhi del papà

L'incidente fatale, sulle cui dinamiche sta investigando lo Spisal, è avvenuto ieri in tarda serata all'interno dell'agriturismo di via Costeselle. Dopo essere stato stretto nella pressa all'altezza del collo, Matteo è morto sul colpo. Lino e il resto della famiglia sono corsi da lui per so. La chiamata al 118 è stato immediata: l'elisoccorso Leone è decollato dal Ca' Foncello, ma dopo poco è tornato indietro: il medico sul posto ha dovuto dichiararne il decesso. I vigili del fuoco, verso le 20, sono intervenuti per mettere in sicurezza il macchinario. Ci hanno messo diverse ore a sistemarlo. Sul posto anche i carabinieri. Molti dei soccorritori intervenuti conoscevano bene Matteo. Ed è per questo che è stato ancora più difficile per loro affrontare il caso. È un dolore collettivo quello che non solo la comunità di Castelcucco, ma anche quelle di Monfumo e Asolo provano oggi per Matteo Forner, che tra dieci giorni avrebbe compiuto 45 anni. In questi giorni il vignaiolo, che era divenuto co-titolare dell'impresa di famiglia, assieme a mamma Gabriella e papà Lino, era impegnato a gestire i frutti di una vendemmia particolarmente generosa, anche per quanto riguarda la Recantina, che venne rilanciata come varietà proprio da suo padre in anni in cui nessuno la conosceva. Un'eredità che Matteo aveva saputo rinnovare anche approfondendo le nuove tecniche da un punto di vista scientifico e che avrebbe voluto trasmettere a suo figlio quindicenne. Negli ultimi anni, Pat del Colmel si era ingrandita, aprendo anche una sala degustazioni rinnovata e uno stabilimento più moderno. Ma lui aveva continuato imperterrito a lavorare con le mani, spostandosi a ogni ora del giorno su e giù per le colline. Una proprietà, la loro, che si estende su 20 ettari di vigneti collinari tra i tre comuni di Asolo, Castelcucco e Monfumo.