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Molte persone palestinesi che si erano rifugiate nel sud della Striscia di Gaza a causa degli attacchi israeliani hanno cominciato a tornare verso le città del nord – in particolare quella di Gaza, che Israele aveva ordinato di evacuare totalmente nelle settimane scorse, costringendo centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie abitazioni. Il loro ritorno è un effetto del cessate il fuoco entrato in vigore venerdì alle 12 ora locale (le 11 in Italia), e del ritiro dell’esercito israeliano da alcune zone della Striscia, come previsto dalla prima fase del piano di pace negoziato dagli Stati Uniti e approvato mercoledì notte da Israele e Hamas.

Quasi tutte le persone che stanno ritornando ora si stanno muovendo a piedi, portando con sé alcuni effetti personali. Alcune hanno affittato dei carretti trainati da asini, o delle auto, per muoversi verso nord, ma il costo per affittare dei veicoli è molto alto: un abitante della Striscia ha detto a BBC News che affittare una macchina ad esempio può costare circa 4mila shekel israeliani, equivalenti a circa mille euro, più di quanto molte persone si possono permettere.

BBC News ha scritto anche che fra gli sfollati palestinesi con cui ha parlato il sentimento prevalente è quello di sfinimento, anche se molti di quelli che si vedono nei video e nelle foto delle ultime ore sventolano una bandiera palestinese e fanno dei segni di vittoria. Oltre che andare verso nord, i palestinesi hanno potuto anche tornare nelle altre zone del territorio che prima erano sotto occupazione da parte dei soldati israeliani, e ora con il loro ritiro non lo sono più. Allo stesso modo, il rientro non sarà permesso nelle zone in cui sono ancora presenti i militari.