Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

11 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:49

I colpi di scena possono essere divertenti. Ma quando in una partita di tennis si assiste a una fole striscia di 11 break consecutivi, c’è qualcosa che non va. È questo il succo del surreale match messo in mostra da Coco Gauff e Jasmine Paolini nella semifinale del Wta di Wuhan. Ha vinto l’americana in due set – 6-4, 6-3 – perché a un certo punto si è ricordata come si fa a tenere il proprio turno in battuta e ha chiuso l’incontro, dopo un valzer di errori sconcertante. Paolini, reduce della strepitosa impresa contro Iga Swiatek, ha forse accusato mentalmente e fisicamente le fatiche dei quarti e ha offerto certamente una prestazione sottotono. Con un rammarico, però: con questa Gauff sarebbe bastato poco per provare a vincere e raggiungere la finale.

L’inizio della partita è equilibrato: Paolini tiene bene il servizio nel secondo game, mostrando solidità e aggressività nei colpi da fondo. Gauff, però, impone presto il suo ritmo e, dopo alcuni turni combattuti, conquista il primo break sul 4-2. L’italiana reagisce immediatamente con un controbreak, approfittando di un passaggio a vuoto dell’americana, ma non basta: il set si trasforma in una sequenza di cinque break consecutivi. Alla fine è Gauff a uscire vincitrice da questo caos e a chiudere 6-4. Nel secondo set la pioggia di break continua. Nel complesso, nessuna delle due giocatrici riesce a mantenere il servizio per undici giochi di fila. Paolini prova a restare agganciata, ma paga principalmente una serie di errori gratuiti nei momenti decisivi. Anche Gauff fatica con il servizio – tra doppi falli e scelte affrettate – ma prima sul 3 pari e poi quando serve per il match sul 5-3 riesce finalmente a tenere la battuta.