C’è l’anziano avvocato di provincia - un po’ buffo nei modi, imprevedibile e fantasioso, a tratti genio e a tratti ingenuo -, c’è la giovane e rampante amica d’infanzia dell’indagato con gli occhialoni alla moda e il post facile sui social, c’è l’esperto comunicatore- presenza magnetica, parlantina raffinata e modi eleganti - che lascia il segno in tv, c’è la sua collega pasionaria che ha dedicato la vita per difendere un cliente e, infine, c’è un legale che è la memoria storica del caso ed è conservatore, intransigente e ringhioso.
Sono loro, in questi ultimi mesi, i principali protagonisti dell’omicidio di Garlasco, la vicenda di cronaca nera (Chiara Poggi è stata uccisa il 13 agosto 2007 e per il suo femminicidio è stato condannato a 16 anni l’ex fidanzato Alberto Stasi, mentre ora nella nuova inchiesta è indagato, per concorso in omicidio, Andrea Sempio, amico del fratello della vittima) più mediatica della storia, quella che a qualsiasi ora del mattino, del pomeriggio o della notte - basta accendere la tv o navigare su internet- tisi ripropone, spesso confondendoti, attraverso dibattiti, interviste, scontri, pettegolezzi, novità urlate, novità smontate, falsi scoop. Una sorta di show, di reality in cui gli (involontari) attori sono proprio loro, gli avvocati che si occupano del caso, ormai diventati veri personaggi che, a turno, dividono spettatori e giornalisti ultrà.
