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Rino Gattuso dinanzi alla difficoltà dell'impresa (se va bene, per qualificarsi al mondiale, deve superare i playoff) ha un piccolo vantaggio da sfruttare. Resta infatti circondato da un diffuso scetticismo in forza del suo passato di calciatore di lotta e non di governo, senza talento geometrico ma dotato di generosa corsa e disponibilità assoluta al sacrificio. I suoi numerosi critici dimenticano naturalmente che un ct non è un allenatore - di qui i raffronti con i risultati ottenuti nei club sono fuori luogo - ma un selezionatore, uno cioè capace di scegliere le migliori energie del calcio italiano, zigzagando tra infortuni, squalifiche e cadute di rendimento. Grazie a questo discutibile credito, adesso Gattuso deve puntare a completare il girone di qualificazione senza sbagliare un solo passaggio, una sola partita delle prossime quattro, una sola giocata. È vero: il rischio maggiore è riservato più alla sfida di Udine contro Israele ma nel frattempo bisogna passare indenni anche dal viaggio a Tallinn.