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Nevio Scala entra nella camera d'albergo e si rivolge al diciassettenne Gigi Buffon: "E se domani ti faccio giocare?". Era il nombre del 1995 ed il mondo del calcio non sarebbe mai più stato lo stesso
Stravaccato in fondo all'autobus che dall'albergo conduce al Tardini, ronfa sonoramente. I compagni attorno a lui lo osservano divertiti, perché quel ragazzino di diciassette anni non mostra nemmeno una stilla di tensione. Tutti quanti sono curiosi di vederlo in azione meno, forse, Alessandro Nista, il secondo portiere. Lui l'ha presa decisamente male, e non potrebbe essere altrimenti. La sera prima Nevio Scala, l'allenatore del Parma, ha bussato alla porta di questo portiere minorenne che si chiama Gianluigi Buffon. Si è seduto sul suo letto, nella camera d'albergo, l'ha fissato negli occhi e gli ha detto: "E se io domani ti faccio giocare?". Risposta imperturbabile: "Non c'è problema, mister". Quindi Gigi se n'è andato a dormire senza pensieri, stessa cosa che sta facendo pure adesso sul bus del club. Tanto non deve mica giocare titolare contro il Milan nel match più importante della stagione. Ti pare? E invece sì.






