Il sogno di Papa Francesco resta la Cina. Bergoglio ne ha parlato recentemente nell’intervista a radio Cope: “La questione della Cina non è facile, ma sono convinto che non si debba rinunciare al dialogo. Ti possono ingannare nel dialogo, puoi sbagliarti, ma il cammino è questo. La chiusura non è mai cammino. Ciò che si è ottenuto finora in Cina è stato almeno di dialogare. Qualche cosa concreta come la nomina di nuovi vescovi, pian piano. Ma sono anche passi e risultati che possono essere messi in discussione da un lato e dall’altro”.

Nel 2020, infatti, il Vaticano ha rinnovato per altri due anni l’accordo con la Cina per la nomina dei vescovi. Un’intesa esclusivamente pastorale che non ha aperto ancora al ripristino delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi e così all’eventuale viaggio del Papa a Pechino, tanto sognato da san Giovanni Paolo II prima e ora da Francesco.

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La prima intesa era stata siglata nel 2018. “La Santa Sede, – precisò una nota vaticana all’epoca del rinnovo – ritenendo che l’avvio dell’applicazione del suddetto accordo, di fondamentale valore ecclesiale e pastorale, è stato positivo, grazie alla buona comunicazione e collaborazione tra le parti nella materia pattuita, è intenzionata a proseguire il dialogo aperto e costruttivo per favorire la vita della Chiesa cattolica e il bene del popolo cinese”.