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Il sistema laser cinese SkyShield avrebbe fallito i test nel deserto saudita sollevando dubbi sulla sua efficacia operativa. Ecco che cosa sappiamo
L'Arabia Saudita avrebbe riscontrato alcuni problemi tecnici nel testare un sistema d'arma laser sviluppata in Cina. Riyad ha acquistato questo dispositivo da Pechino per proteggere le proprie infrastrutture strategiche, in primis stabilimenti petroliferi e sistemi di difesa missilistica. Il jolly proveniente dall'Asia si chiama SkyShield, definita dai media del Dragone come un'innovazione capace di abbattere sciami di droni a costi contenuti e per questo presentata dai sauditi con tanto entusiasmo. Pare, tuttavia, che dopo prove sul campo effettuate nei deserti locali siano emersi problemi non da poco. Ecco che cosa sappiamo.
Newsweek ha scritto che i test effettuati da SkyShield in Arabia Saudita non sono affatto andati bene. Nello specifico, le condizioni ambientali avrebbero gravemente compromesso le prestazioni del dispositivo. Tempeste di sabbia, polvere diffusa nell'aria, calore torrido e superfici ottiche degradate avrebbero indebolito il raggio laser, ostacolato l'acquisizione ottica dei bersagli e imposto tempi operativi troppo lunghi per essere efficaci in scenari reali.






