Il New York Times non ha dubbi: «L’influenza del Saturday night live è stata decisiva per la comicità degli ultimi 30 anni». Più che uno show televisivo, fenomeno di costume, fabbrica di comici, il varietà in onda in diretta su Nbc dagli studi 8H del Rockfeller Plaza (debuttò l’11 ottobre 1975) ha ospitato le più grandi star del cinema e del rock. è in quello studio che il 22 aprile del 78 John Belushi e Dan Aykroyd si presentano nei panni di Jake ed Elwood, completo e cravatta neri, occhiali scuri e cappello, i Blues Brothers, che sarebbero diventati protagonisti del film del 1980.
‘The Blues Brothers’, la notte in cui John Belushi sparì dal set e svuotò il frigo di uno sconosciuto
Alberto Crespi
Se non ci sei andato non sei nessuno, verrebbe da pensare sfogliando il libro Saturday night live di Tom Shales e James Andrew Miler (Kowalski editore, 22 euro), prefazione di Aldo Grasso, che racconta i segreti del varietà vincitore di 18 Emmy. In Italia le puntate cult si possono vedere su La7, il sabato all’una di notte, presentate da Lillo e Greg. Un ampio capitolo del libro, (gli anni d’oro: 1976-1980) è dedicato a John Belushi, dal successo all’incubo della droga che lo avrebbe ucciso nell’82. «Era brillante - molto molto intelligente - un grande organizzatore e un vero manager» dice Dan Aykroyd. «Quando facevamo i Blues Brothers non c’erano dubbi che fosse lui al comando. Era lui l’uomo di punta del nostro duo, quello che stava al timone».







