(di Francesca Pierleoni) Una quarta stagione "che punta molto più sull'elemento relazionale e famigliare, soprattutto grazie all'inserimento di Arianna (Giovanna Rosace), un personaggio che mette Lamanna davanti a responsabilità che lui ha sempre sfuggito".

E' il punto - spiega Monica Vullo, coregista con Riccardo Mosca - da cui riparte Makari, la serie ambientata nella Sicilia solare e paradisiaca nata dai romanzi di Gaetano Savatteri, di ritorno per quattro prime serate dal 19 ottobre.

Gioè, nei panni dell'impulsivo, brillante ed eterno immaturo, giornalista diventato giallista di successo, Saverio Lamanna, lo ritroviamo nella serie, prodotta da Palomar (a Mediawan Company) in collaborazione con Rai Fiction, alla guida di un cast che comprende fra molte conferme e qualche new entry: Domenico Centamore, Ester Pantano, Antonella Attili, Filippo Luna, Serena Iansiti, Giovanna Rosace, Tuccio Musumeci, Eurydice El-Etr.

"Quest'anno gli sceneggiatori si sono divertiti a mettere tanto pepe nei sentimenti dei personaggi e mi hanno messo a dura prova - spiega Gioè -. Da un lato c'è la separazione dolorosa (momentanea, per uno stage, ndr) da Suleima (Pantano) che segue le sue aspirazioni professionali lontane da Makari. Ci sarà anche il ritorno improvviso del personaggio di Michela (Iansiti), che ancora una volta metterà in crisi questa storia d'amore ma soprattutto Saverio verrà investito di una sorta di paternità", attraverso l'incontro/scontro il personaggio della teenager rabbiosa, ironica, chiusa e fan dell'heavy metal Arianna (Rosace). Una svolta, che lo mette di fronte all'aspetto più complicato di essere genitore: avere a che fare con un'adolescente. Lui è totalmente impreparato e avrà con lei scontri più o meno divertenti e anche coinvolgenti, che gli fanno capire la differenza tra essere paternalistico ed essere padre, dare il proprio esempio senza invadere gli spazi di una ragazza che sta scoprendo il proprio posto nel mondo". L'elemento giallo resta presente e continua a scorrere parallelo, "e rispecchia spesso quello che stanno affrontando a livello emozionale i personaggi", aggiunge Vullo. Per Gioè nelle storie gialle di Makari "non ci sono mai cose gratuite, ogni fatto delittuoso ha sempre un aspetto umano". Un approccio diverso da quello che spesso prevale, nel racconto di cronaca e di fiction: "I delitti sono argomenti che appassionano - osserva Gioè -. Personalmente credo che incedere in questo tipo di morbosità da parte di fiction, tg e programmi non sia una cosa sana; c'è pure la volontà di marciare su queste vicende. Sono fatti che coinvolgono vite vere e in queste rappresentazioni spesso vengono disumanizzate".