"Le sofferenze" subite dai palestinesi "resteranno iscritte nel Dna delle nuove generazioni, minando ogni possibilità di un futuro di pace senza una prospettiva politica davvero storica e quindi coinvolgente per i palestinesi".

Il presidente della Repubblica ha accolto la notizia dell'accordo su Gaza con un enorme sospiro di sollievo - "il cessate il fuoco allevierà le sofferenze dei palestinesi" - ma ora già guarda avanti, oltre le ali di un legittimo entusiasmo: "bisogna raggiungere sollecitamente le tappe successive, verso una vera pace", avverte Sergio Mattarella con un crudo invito a non dimenticare i gravissimi problemi che restano sul campo e che nell'accordo sono mancanti o solo abbozzati.

Il capo dello Stato prende la parola in Estonia, al vertice informale Arraiolos, all'interno del quale tradizionalmente i toni sono franchi e non c'è l'esigenza di nascondersi dietro prudenze diplomatiche. Il presidente dice quanto in queste ore pochi hanno detto, anche in Italia: c'è bisogno di "una prospettiva che assorba e rimuova gli alti rischi di nuove esplosioni di violenza, frutto della mole di risentimenti e di rancore accumulatisi in questo tragico periodo. La pace va acquisita nell'animo dei popoli, altrimenti non è pace".