A volte le ideologie fanno qualche danno ma la Formula 1, massima espressione della tecnologia, sta vivendo un momento di cambiamento epocale durante il quale le novità green che saranno introdotte nel mondiale 2026 potrebbero costituire un ponte verso il futuro, come spesso è accaduto nel motorsport. Lo sanno bene in Ferrari, ad esempio, dove il presidente John Elkann, a margine del Capital Markets Day che si è tenuto ieri a Maranello, ha cercato di tirare su il morale in questi mesi deprimenti per i risultati (non) ottenuti dalla SF-25, da Fred Vasseure dalla coppia Leclerc-Hamilton: «Sono impegnato con i nostri fedeli tifosi, ansiosi di vederci vincere in F.1 come a Le Mans. Ogni mia decisione rafforzerà il team 2026». Durissima, però, la replica dei tifosi sul web: «Basta promesse! Elkann, devi fare non parlare!».

Un clima torrido in attesa del prossimo anno pieno di novità, nel quale l’intera Formula 1 cambierà radicalmente. Le monoposto, difatti, dovranno essere modificate rispetto alle attuali per via di un regolamento rigido che imporrà nuovi motori ibridi nei quali sarà più preponderante la componente elettrica: attualmente sono presenti in una monoposto tre unità, una termica e due elettriche con la prima a fornire più potenza.