Dopo tre giorni il dolore della scoppola si sente ancora di più. E allora ecco puntuale il teatrino della sinistra: l’autocritica pubblica, rigorosamente condita da accuse incrociate. E, a sorpresa, sul banco degli imputati ci finisce proprio Elly Schlein. I compagni Bonelli e Fratoianni non gliele mandano a dire: “In Calabria la sconfitta del campo progressista è netta”. Unità sì, ma a che serve se “frutto di improvvisazione e necessità più che di una chiara idea di Paese?”.
Dopo aver perso tutto, Avs scopre che serve una svolta. Lo affermano gli stessi Bonelli e Fratoianni: “Occorre insistere, ma serve un cambio di passo che non può più essere rinviato”. Peccato che, mentre predica, affonda: raccoglie appena 3,85% (29.251 voti su oltre 814mila). Risultato disastroso, peggio persino del neonato contenitore centrista Casa Riformista di Renzi, che incassa un 4,42% beffardo. Nemmeno a Riace, dove il nome di Mimmo Lucano avrebbe dovuto fare miracoli, Avs va oltre il 10%. Forza Italia, tanto per dire, lì triplica i voti: 28,49%. È la realtà che picchia duro, e a sinistra non sono attrezzati a incassare.
GIUSEPPE CONTE, IL DISASTRO IN CALABRIA SFASCIA LA SINISTRA
Perché, questo fine settimana si votava in Calabria? Il campo largo ha gravi problemi di salute, non trova medici...
