Quando il suo diretto superiore lo informa che la compagna ha deciso di troncare la relazione lui scatta sull’attenti: «Allora adesso la fottiamo e poi è morta. La distruggiamo se è così». Nel dicembre 2019 parlava in questi termini il maresciallo Antonio Scoppetta, pronto a mettersi a disposizione del suo capo, il maggiore dei carabinieri Maurizio Pappalardo. Da quel momento iniziano pedinamenti, lettere anonime, gomme bucate. Una ferocia degna di miglior causa, se si pensa che dall’altra parte c’è solo una ragazzina presa di mira da Pappalardo.