di
Teresa Cioffi
L'appello di Munteanu insieme ad altre sex worker: «Spesso supera l'Irpef e viola l’articolo 53 della Costituzione sul principio di proporzionalità contributiva. Lo Stato che tassa su basi morali? Precedente pericoloso»
Divulgatrice e sex worker. Luiza Munteanu, di stanza a Torino, è un volto noto online, si occupa di nucleare sulla pagina Instagram L’avvocato dell’Atomo, parla di diritti e parità di genere su Coscienza De-Genere e ha un profilo Onlyfans. Stessa persona, ma tassazione diversa. Recentemente, infatti, proprio sui canali social, ha denunciato il sistema della tassa etica: «Una tassa assurda il cui solo nome dovrebbe farci rabbrividire.
La tassa etica è un 25% in più di imposte sul reddito, oltre a quelle già esistenti, che si applica sui redditi provenienti da porno». E ora chi lavora nell'ambito del sex working sta studiando, insieme ai Radicali, una proposta di legge per abolirla (che prenderà forma entro la fine dell’anno).






