Roma, 9 ott. (askanews) – Concentrare ogni sforzo per fare in modo che l’Italia recepisca il Regolamento Ue 1055/2020 che impone alle società di autotrasporto di avere un numero di addetti e di veicoli proporzionale al proprio fatturato. “Servono impegno e determinazione da parte di governo e Parlamento per vincere una battaglia che, oltre ai trasportatori veri, sarà decisiva per contrastare l’intermediazione parassitaria, effettiva zavorra del mercato”. È l’impegno che ha rinnovato la presidente di Assotir, Anna Vita Manigrasso, intervenendo al convegno “Filiera Logistica: dare valore all’Autotrasporto” che si è tenuto a Roma, presso la Sala della Regina alla Camera dei Deputati.

I lavori si sono aperti con il saluto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, hanno quindi partecipato, tra gli altri, il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda; il vicepresidente Andrea Casu e l’on. Antonino Iaria. Intervenuti anche l’on. Alessandro Battilocchio, della Commissione politiche della Ue e il segretario generale della Uetr, Marco Digioia. Manigrasso ha sottolineato che “in Italia, ancora oggi, anche avendo un solo camion si possono fare contratti di trasporto milionari, salvo poi darli in subvezione”. Secondo la Presidente di Assotir, “il contrasto all’eccesso di intermediazione è fondamentale in questa fase storica in cui il mercato si sta concentrando nelle mani di colossi imprenditoriali, spesso multinazionali. Questa battaglia ha un valore strategico, perché rappresenta un solido antidoto contro l’azione sistematica di destrutturazione dell’imprenditoria di media e piccola dimensione”. Manigrasso ha quindi evidenziato che l’iter per recepire il Regolamento ha subito diverse battute d’arresto: gli ultimi due governi hanno fatto scadere le deleghe, mentre l’attuale esecutivo, grazie anche al confronto con le Associazioni di categoria, ha definito una bozza che però è ferma da due anni. E oltretutto, “i tempi per completare l’iter, 18 mesi, sono molto stretti” ha sottolineato ancora Manigrasso, ricordando che il testo deve essere approvato dal governo, e quindi sottoposto all’esame del Parlamento.