La Ong genovese mostra i pacchi alimentari che sono bloccati dalla raccolta per la Flottiglia: “Il governo ci aiuti davvero, serve un corridoio umanitario indipendente”

La conferenza stampa in Senato

Roma – Hanno portato in Senato anche i pacchi famiglia con biscotti, miele, marmellata, tonno e altro, raccolti a centinaia dalle donazioni dei genovesi ad agosto. Quelli che Music for peace, la Ong genovese che ha preso parte alla missione della Sumud Flotilla prova ancora a consegnare via terra, passando dalla Giordania, invano da quattro settimane. Stefano Rebora, presidente dell’associazione genovese, è intervenuto nella Sala Caduti di Nassiriya ospite di una conferenza organizzata dal senatore M5S Luca Pirondini a cui hanno preso parte anche gli onorevoli Valentina Ghio e Arturo Scotto del Pd e l’europarlamentare Benedetta Scuderi, di Avs.

Nel giorno in cui sembra aprirsi davvero lo spiraglio per il cessate il fuoco a Gaza, Pirondini invita a «tenere alta la guardia sulla crisi umanitaria» e «accendere un faro su come verrà gestita ora la situazione». Nel piano di pace infatti è prevista l’apertura dei corridoi umanitari.

Rebora ha ricordato come Music for peace abbia operato su Gaza dal 2009 al 2024, consegnando 900 tonnellate di generi alimentari, 45 container, 250 tonnellate di medicinali e nove ambulanze. Non si tratta quindi di operazioni improvvisate, ma questa volta la Ong nel passaggio degli aiuti via Giordania, unico canale operativo, si è trovata di fronte al veto del Cogat israeliano sui “prodotti energetici”: biscotti, miele e marmellata. «Il governo italiano ha detto che sarebbero bastate poche telefonate per sbloccare le consegne. Noi ci proviamo da quattro settimane, con gli stessi pacchi che consegniamo dal 2009. Chiediamo l’apertura di un corridoio umanitario indipendente, con la supervisione del nostro direttore operativo: non consegneremo nelle mani dei carnefici, la convenzione di Ginevra dice chiaramente che abbiamo diritto di operare in teatro di guerra, altrimenti ce ne andremmo in vacanza a Sharm».