* Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese e direttore scientifico del Marketing Lhab presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università degli Studi di Bergamo

Ad un anno dal recepimento della direttiva in tema di sicurezza del sistema produttivo contro possibili cyber attacchi (nota come NIS2), a che punto sono le imprese? Quanto ne sanno i manager? E in un certo senso: quanto è sicuro il sistema produttivo nazionale di fronte ai rischi - sempre più evidenti – di cyber attacco. Questo il focus di uno studio condotto dai ricercatori del Marketing Lhab, il laboratorio di marketing istituito presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università degli Studi di Bergamo, in collaborazione con Softlab e con il supporto tecnico di Bilendi, i cui risultati saranno presentati in un incontro-dibattito in programma oggi, 9 ottobre, dalle 14 alle 18 presso il parco scientifico-tecnologico Kilometro Rosso.

Dopo anni di sostanziale disinteresse, la sicurezza delle infrastrutture critiche e dei sistemi informativi è finalmente diventata una questione di interesse sovra-nazionale in quanto tocca direttamente la resilienza economica e la competitività dei Paesi Europe. Con l’entrata in vigore della Direttiva NIS2, Network and Information Security 2 (recepita in Italia con il DLgs 138/2024), l’Unione Europea ha infatti ampliato in modo significativo il perimetro dei soggetti chiamati a rafforzare le proprie difese contro le minacce informatiche, introducendo obblighi stringenti e un regime sanzionatorio che può arrivare fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato in caso di non compliance.