Il muro dei droni resta alto nell'agenda di Bruxelles, adattandosi però alle necessità politiche delle varie capitali. Con la necessità dunque di essere buono per tutte le stagioni e le latitudini. "Qui non si tratta solo del nostro confine orientale: abbiamo bisogno di un approccio a 360 gradi", ha dichiarato infatti la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen intervenendo all'Eurocamera di Strasburgo. "Questo sistema anti-drone sarà uno scudo per tutta la nostra Unione, compreso il nostro fianco meridionale".
Von der Leyen è tornata a battere il tasto sul concetto di guerra ibrida dicendo chiaramente che è in atto "una campagna deliberata e mirata contro l'Europa" e che l'Europa "deve reagire". Ottobre, in questo senso, sarà un mese da segnare in agenda con il pennarello rosso. La prossima settimana von der Leyen, affiancata dall'alto rappresentante Ue Kaja Kallas, presenterà l'attesa roadmap della Commissione per mettere a terra i progetti considerati prioritari nell'ambito della difesa, che dovrebbe diventare il più possibile comune.
Gattopardescamente, se il sodo resta gli orpelli cambiano, pur di accontentare i soci del club (che, va ricordato, ne possiedono i muri): si era partiti col militaresco RearmEU da 800 miliardi. Dopo le critiche però di Roma e Madrid, la Commissione prima ha partorito il ben più rassicurante programma di prestiti Safe, poi ha rimpacchettato l'intera operazione con il termine 'Prontezza 2030'. Adesso che si appresta a presentare alle capitali la versione definitiva, con i progetti neri su bianco, le cifre, e il cronoprogramma legato agli investimenti, ecco l'ennesima piroetta: l'etichetta sarà "Preserving Peace - Readiness Roadmap 2030".








