Dopo nove mesi di indagini, la polizia di Los Angeles ha arrestato un uomo, Jonathan Rinderknech, sospettato di aver innescato l'incendio nella zona di Pacific Palisades, che a gennaio ha causato la morte di 12 persone e distrutto la collina e migliaia di abitazioni.

Secondo la ricostruzione degli investigatori del Bureau of alcohol, tobacco, firearms and explosives (Atf), il rogo sarebbe stato una riaccensione di un precedente incendio divampato il giorno di Capodanno sulle colline sopra Pacific Palisades, dichiarato spento nel giro di poche ore. Il 7 gennaio però, con venti caldi fortissimi e la siccità, il fuoco è ripartito, trasformandosi in un inferno che ha devastato la costa fino a Malibu.

Rinderknech, un autista Uber ventinovenne che conosceva bene l'area, aveva appena lasciato un cliente in una casa del quartiere ed è salito sull'altura – ha raccontato in conferenza stampa il procuratore Bill Essayli – dove ha girato alcuni video e ascoltato un brano rap con rimandi a oggetti dati alle fiamme.

Le indagini, durate nove mesi e coordinate dal Bureau, hanno escluso l'ipotesi di fuochi d'artificio o linee elettriche. "Siamo certi di poter dimostrare che il sospetto ha agito in modo intenzionale e doloso", ha dichiarato Essayli, aggiungendo che tra le prove figurano anche immagini generate su ChatGpt in cui Rinderknecht rappresentava città distrutte dal fuoco.