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Martedì il prezzo dell’oro è salito fino superare per la prima volta i 4mila dollari per oncia troy (l’unità di misura con cui si usa pesare l’oro, che equivale a 31,1 grammi), per poi chiudere la giornata a 4.016 dollari. Non è un aumento momentaneo: sono anni che l’oro supera un record dopo l’altro, e per capire quanto il suo prezzo vada veloce basta notare che mercoledì mattina il prezzo ha già superato i 4.030 dollari nelle prime ore di contrattazione. Il primo gennaio 2020 un’oncia troy d’oro costava 1.517 dollari.
Dalla pandemia in poi l’oro ha vissuto anni di rinnovato interesse, e questo perché è un investimento che si fa quando le condizioni generali dell’economia sono molto incerte: è quello che viene chiamato un “bene rifugio”, cioè un investimento tendenzialmente meno esposto ad ampie e improvvise perdite di valore. Si devono a questo i massicci acquisti da parte degli investitori, che con il caos degli ultimi anni cercavano un investimento sicuro per mettere a riparo i loro soldi da crisi ed eventi rischiosi per l’economia: come la pandemia, la guerra in Ucraina, l’inflazione, l’aumento dei tassi di interesse, e la guerra a Gaza.
Oltre che il contesto di generale incertezza e tensione internazionale, che ne hanno alimentato gli acquisti e quindi fatto aumentare il prezzo, ci sono anche elementi più specifici degli ultimi mesi e settimane a motivare i risultati straordinari dell’oro: soltanto da inizio 2025 il suo valore è aumentato del 53 per cento rispetto al dollaro.








