Novak Djokovic batte caviglia, problemi intestinali, caldo, umidità, pressione e Munar e vola ai quarti di finale del Masters 1000 di Shanghai. Il tennista serbo soffre, sembra quasi sempre sull’orlo di arrendersi ma alla fine batte Jaume Munar e diventa il più anziano di sempre a qualificarsi tra i primi otto del torneo cinese. 6-3, 5-7, 6-2 in quasi tre ore di partita in cui Djokovic si è prima fatto male alla caviglia nel primo set, ha resistito, ha preso un antidolorifico per tornare in campo e non ha mai trovato la forma migliore, poi ha patito caldo e umidità vicina all’80%.

Djokovic ha infatti chiesto l’intervento del medico e tra primo e secondo set si è accasciato a terra, stremato dalle fatiche del match, accentuate dal caldo opprimente. Il serbo ha poi vomitato di nuovo – come gli era già accaduto due volte nel match contro Hanfmann – e nel medical time out gli è stata anche misurata la pressione. Djokovic si è poi ripreso dopo aver messo anche del ghiaccio in testa.

Problemi che il campione slam – alla ricerca del suo 101esimo titolo Atp (e a Shanghai senza Alcaraz e Sinner è una bella occasione) – ha dovuto affrontare anche durante il turno precedente. Novak Djokovic, pur vincendo in tre set contro Yannick Hanfmann, aveva vomitato in campo. “Di mattina, col sole, è anche peggio… È così per tutti, ma è brutale quando hai l’80% di umidità giorno dopo giorno”, aveva spiegato il serbo dopo il match durato quasi tre ore. “È dura soprattutto per chi gioca al mattino perché il sole peggiora tutto. Per me, biologicamente, è più difficile affrontare questo genere di situazioni”.