di
Mario Sensini
È molto probabile che in manovra entri una nuova rottamazione, voluta fortemente dalla Lega. I paletti sul Durc. Esclusi i recidivi che non hanno saldato
1 Si profila una stretta sulla rottamazione delle cartelle?È molto probabile che in manovra entri una nuova rottamazione, voluta fortemente dalla Lega. Consentirà di saldare i debiti con l’erario, consegnati alla riscossione entro il 2023 (ma c’è l’ipotesi di includere anche tutto il 2024), senza il pagamento delle sanzioni e degli interessi, ma sarà differente da quelle del passato. Sarà più comoda, perché ci sarebbe più tempo per pagare, ma anche paletti molto più stretti del passato, per renderla più digeribile politicamente e meno costosa.
2 Cosa cambierebbe rispetto alle precedenti edizioni? Intanto la durata e l’articolazione dei piani di rateizzazione. L’ipotesi su cui si lavora è quella di una dilazione lunga, in un massimo di 96 rate, dunque 8 anni, che potrebbero ridursi per i debiti di importo inferiore. Anche con la previsione, allo studio, di rate minime mensili da 50 euro, che sarebbero tuttavia tutte del medesimo importo. L’ultima rottamazione, la Quater, prevedeva la rateizzazione in un massimo di cinque anni, ma anche il pagamento del 20% del debito con le prime due rate, suddividendo il resto del debito in parti uguali.







