Bologna, 8 ottobre 2025 – Piazza Maggiore blindata. Chiusa su tutti i lati, circondata da mezzi della polizia, dei carabinieri e della Guardia di Finanza (foto). Le forze sono arrivate subito dopo che il primo gruppo di attivisti pro-Pal, circa una sessantina di persone, è arrivato con bandiere e striscioni alla fontana del Nettuno, dove c’erano ad attenderli gli agenti della Digos e del Nucleo informativo dei carabinieri (video).
I manifestanti sapevano già che non avrebbero dovuto parlare né muoversi, visto che la manifestazione, indetta per celebrare il massacro del 7 ottobre e per la resistenza palestinese, era stata vietata addirittura dal Viminale, seguito da un provvedimento formale del questore Antonio Sbordone. Scontri tra giovani palestinesi e polizia durante la manifestazione non autorizzata per il 7 ottobre
Una diffida che non ha fermato la protesta bolognese, anzi ha esacerbato gli animi di chi pretende di manifestare in piazza per qualsiasi causa, persino la più aberrante. E invece, megafoni alla mano, gli attivisti hanno iniziato con i loro discorsi. Non hanno mai nominato però il massacro del 7 ottobre per mano di Hamas, limitandosi a sostenere la resistenza palestinese. Ma tanto è bastato perché la Digos intervenisse, togliendo loro striscioni, megafoni e altoparlanti. E in quel momento la piazza si è riempita di blindati, mentre dal lato di Piazza Maggiore sul Crescentone arrivavano antagonisti e sostenitori di quei 60 che erano stati bloccati e costretti dalle forze dell’ordine in piazza del Nettuno.












