LONDRA – «Non abbandonare tua figlia. Per favore, chiamami». È l’appello che figura tra i circa 60 messaggi lasciati alla madre di Madeleine McCann da Julia Wandelt, 24 anni, donna polacca in tribunale a Leicester con l’accusa di molestie nei confronti della famiglia della bambina inglese scomparsa in Portogallo nel 2007.

Wandelt si è a lungo spacciata per Maddie: dal giugno 2022 al febbraio di quest’anno si è presentata a casa dei coniugi McCann diverse volte, ha scritto e telefonato a vari membri della famiglia, tra cui i genitori di Maddie e la sorella Amelie, che la sera in cui Maddie svanì nel nulla dormiva in albergo accanto a lei assieme al fratello gemello Sean. È in particolare l’accanimento contro la figlia ad aver spinto i McCann a denunciare la donna. Amelie sarebbe infatti rimasta profondamente addolorata e sconcertata da foto e messaggi a lei inviati da Waldelt, che con l’intelligenza artificale aveva creato fotografie che le mostravano bambine insieme.

Di due anni più grande di Maddie, che oggi avrebbe 22 anni, Wandelt – che proviene dalla Polonia meridionale – non ha secondo l’accusa alcun legame genetico con i McCann e in passato ha sostenuto di essere due altre bambine di cui è stata persa ogni traccia, la tedesca Inga Gehricke e la statunitense Acacia Bishop. «È una manipolatrice emotiva di primo grado», ha detto l’avvocato Michael Duck. Wandelt sostiene invece di aver riscoperto diversi momenti della sua infanzia grazie all’ipnosi e di ricordare pomeriggi passati a giocare a casa assieme ai fratellini.