Non sarà un condono (forse), ma neppure un perdono. La rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle, nasce in un quadro di bilancio severo, con la manovra che deve rispettare l’obiettivo di ridurre il deficit al 3%. Per questo, si prepara a diventare una misura di equilibrio instabile tra rigore e flessibilità. Il governo intende chiudere il dossier nella riunione di maggioranza prevista a Palazzo Chigi mercoledì 8 ottobre, ma le ipotesi in campo restano almeno due, a tratti divergenti, su punti centrali come la durata, le regole di decadenza e i criteri di accesso.
Rottamazione quinquies: 96 rate in 8 anni, stop ai furbetti e nuove regole sulla decadenza
La quinta rottamazione delle cartelle debutta nella manovra 2026: dall’addio alle maxi-rate iniziali all’esclusione dei recidivi e al rientro dei decaduti






