Mentre in quasi tutto il mondo si celebra la “Settimana mondiale dello spazio”, dal 4 al 10 ottobre, come ricorrenza dal lancio del primo satellite in orbita terrestre, ecco che si riaffaccia la “Superluna”, una Luna piena nota anche come “Superluna del raccolto”.
Il nostro satellite naturale attende il ritorno di astronauti attorno, dopo l’ultimo viaggio con astronauti dell’Apollo 17, 53 anni e mezzo fa: la missione Artemis II è pronta con i suoi quattro astronauti a partire tentando di anticipare i tempi, da aprile a febbraio 2026. E nel frattempo la nostra Luna, unica che abbiamo (contro le 95 di Giove e le 274 di Saturno), salirà in scena la prossima notte, tra il 6 e il 7 ottobre. In realtà sarà già mattina presto, perché la Luna si troverà al punto più vicino a noi tra le 5 e le 6 del 7 ottobre. Apparirà più grande del solito: sarà infatti più vicina di circa 30mila chilometri rispetto alla distanza media con la quale, solitamente, la osserviamo.
Sale in scena durante la “Notte internazionale della Luna”
E alla Luna è dedicato anche un evento speciale, la International Observe the Moon Night, la Notte Internazionale della Luna, edizione 2025. Questa iniziativa è nata nel 2010 con l’obiettivo dichiarato di invitare tutti a scoprire ed osservare la Luna, ricordando le connessioni culturali e personali che tutti abbiamo con l’affascinante vicina cosmica della Terra. Il Comitato organizzatore dell’evento è guidato dal team che cura gli aspetti divulgativi della missione Nasa “Lunar Reconnaissance Orbiter” e dalla Solar System Exploration Division della NASA, presso il Goddard Space Flight Center con sede nel Maryland. In Italia, è sostenitore dell’iniziativa il Virtual Telescope Project, dal 2019 inserito dalla Nasa tra i “Key Partners” e i “Sostenitori Ufficiali” dell’evento, per via delle sue caratteristiche e tecnologie, che gli permettono da quasi venti anni di trasmettere in diretta streaming le meraviglie del cielo






