Voglio andare a vivere in cintura. Negli ultimi anni i torinesi lo dicono sempre più spesso. Un’inversione di tendenza iniziata con il Covid e che non si è mai fermata. Secondo l’analisi di Tecnocasa, nel 2019 il 72,7% dei torinesi comprava casa a Torino e il 24,5% sceglieva invece la provincia. Lo scorso anno la differenza tra le due percentuali si è assottigliata molto: solo il 54,3% ha comprato un immobile in città, contro il 41,8% che ha invece scelto aree al di fuori del capoluogo.
Secondo l’ufficio studi di Tecnocasa, guidato da Fabiana Megliola, il fenomeno riguarda appunto soprattutto la prima cintura: «Sono vicini alla città e permettono di comprare a prezzi più contenuti, di trovare nuove costruzioni e di godere anche di una buona qualità della vita», spiegano gli esperti.
È una tendenza confermata anche dalla Fiaip, la Federazione degli agenti immobiliari professionali: «Nell’ultimo anno abbiamo riscontrato un rinato desiderio di vivere fuori città. Le principali ragioni sono stile di vita e sicurezza, autonomia e controllo delle spese e prezzi», spiega la presidente provinciale Claudia Gallipoli. Che aggiunge: «A essere cresciuta è soprattutto la domanda di case indipendenti nella prima cintura, soprattutto se ben collegata a Torino anche con la rete ferroviaria: Moncalieri, Grugliasco, Collegno, Beinasco, Trofarello, Carmagnola. Soluzioni che hanno visto le quotazioni aumentare anche fino al 5% nell’ultimo anno, in caso di immobili nuovi o ristrutturati». Tecnocasa nota a sua volta movimenti in crescita anche su Leinì, Rivalta, Rivoli e Gassino.






