Donald Trump sfida il governatore dem dell'Illinois J.B. Pritzker e manda 300 uomini della Guardia Nazionale a Chicago mentre nella città di Barack Obama aumentano scontri e tensioni per le retate degli agenti federali dell'Ice contro criminali e migranti illegali. È l'ennesimo controverso dispiegamento di riservisti statali dopo Los Angeles, Washington D.C., Memphis e Portland, mentre restano nel mirino New York, San Francisco, Baltimora, Cleveland, tutte città a guida democratica. Una giudice federale ha tuttavia bloccato la decisione del tycoon di mobilitare 200 membri della Guardia Nazionale a Portland, Oregon, stabilendo che le affermazioni del presidente sui disordini quotidiani in quella città sono "slegate dai fatti" e rischiano di far precipitare la nazione in una forma incostituzionale di governo militare.
"Questa è una nazione di diritto costituzionale, non di legge marziale", ha scritto la giudice Karin Immergut, nominata dallo stesso Trump. L'amministrazione, ha aggiunto, ha "presentato una serie di argomenti che, se accettati, rischierebbero di offuscare la linea di confine tra il potere civile e quello militare federale, a detrimento di questa nazione". Secondo Immergut, le proteste a Portland non costituiscono un "pericolo di ribellione" e "le normali forze dell'ordine" sono in grado di gestire tali episodi. L'amministrazione sicuramente farà appello alla Corte d'Appello del Nono Circuito, che in precedenza aveva ripristinato l'autorità di Trump di mobilitare la Guardia Nazionale a Los Angeles dopo che un giudice federale di San Francisco ne aveva ordinato la sospensione. Tuttavia, Immergut ha sottolineato che le proteste a Portland sono molto meno gravi di quelle a Los Angeles e non raggiungono la soglia necessaria affinché Trump possa giustificare la federalizzazione delle truppe della Guardia Nazionale di uno Stato.













