"Siamo sul punto di raggiungere un grande risultato. Spero di potervi annunciare il rilascio di tutti i nostri ostaggi, in un colpo solo". All'indomani della risposta "aperta" di Hamas al piano di Donald Trump, il premier Benyamin Netanyahu parla alla nazione con un videomessaggio registrato in ebraico e diffuso a media e tv. Per spiegare l'accelerazione delle ultime ore agli israeliani e confermare le sue linee rosse alla vigilia dei nuovi colloqui in Egitto. "Stati Uniti e Israele limiteranno i negoziati a pochi giorni. Poi Hamas verrà smantellato", ha assicurato, sottolineando che è Hamas ad essere "stato costretto ad accettare il piano Trump". E non Israele. Al contrario: "Al fine di restituire i restanti 48 ostaggi, qualche settimana fa ho ordinato all'Idf di entrare nella roccaforte più importante di Hamas, Gaza City.

Allo stesso tempo, ho coordinato con il Presidente Trump e il suo team una mossa diplomatica che ha ribaltato la situazione in un istante: invece di Israele isolato, è Hamas ad essere isolata", ha assicurato. Poco prima anche il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar aveva rivendicato che lo schema americano per la pace "non è stato imposto a Israele, ma è in larga misura un'iniziativa israeliana". Netanyahu ha quindi insistito che "l'Idf rimarrà nei territori che controlla nella Striscia di Gaza", contrariamente al ritiro in tre fasi previsto dal piano e tra i punti cruciali di scontro con Hamas.