La manovra prende forma. Il varo del Documento programmatico di finanza pubblica ha messo le basi economiche per le misure.

I 16 miliardi degli interventi passeranno per la riduzione dell'aliquota intermedia dell'Irpef, prevederanno alleggerimenti per spingere i rinnovi salariali e detassare gli straordinari, passeranno per una nuova rottamazione con regole anti-furbetti, riorganizzeranno gli aiuti alle imprese e poi focalizzeranno alcune misure ad hoc per le famiglie. Ci sarà un rafforzamento del bonus mamme e anche, come ultima novità, il rifinanziamento in favore delle misure per gli anziani non autosufficienti. Il corpo centrale della manovra sarà la riduzione dell'Irpef dal 35 al 33% nello scaglione tra i 28mila e i 50mila euro di reddito. Sembra sfumata al momento la possibilità di ampliare questa riduzione fino a 60mila euro di reddito, perché raddoppierebbe il costo dell'intervento, stimato sui 2,5-3 miliardi di euro. Ma, secondo i conti fatti dai consulenti del lavoro, il beneficio massimo, che raggiunge i 440 euro, rimane per trascinamento anche i redditi sopra a 50mila.

L'alleggerimento fiscale è sottile attorno ai 28mila euro, ma va ricordato che questi redditi hanno beneficiato lo scorso anno del calo di aliquota dal 25 al 23%. Sale poi progressivamente. A 40.800 euro vale 257 euro, a 45.500 ero si attesta a 348 euro, a 49.945 euro è di 439 euro.