Un rinnovamento, se non una trasformazione vera e propria della monarchia britannica, da tenere per ora nel cassetto. A evocarlo, in modo mai così esplicito, è il principe William, erede al trono di suo padre, il 76enne re Carlo III, che in un'intervista a The Reluctant Traveler, programma in onda su Apple TV+ condotto dall'attore canadese Eugene Levy, ha sorpreso tutti con un irrituale accenno ai suoi programmi da futuro sovrano. Una qualche riforma "è nella mia agenda", ha sentenziato senza giri di parole in una conversazione a tutto campo.
Riferimento raro fra i reali di casa Windsor, prima d'indossare la corona, e che certamente sua nonna, la defunta regina Elisabetta II, non avrebbe gradito durante il suo lungo regno dal proprio primogenito Carlo; tanto più che i media dell'isola la riprendono inevitabilmente con enfasi, quasi a presagire un passaggio di consegne anticipato, anche se non necessariamente imminente, da parte dal genitore malato.
William, 43 anni, ha detto di essere pronto ad "abbracciare" qualche "cambiamento per il bene". "Non ne ho paura, anzi l'idea di poter essere in grado di portare dei cambiamenti mi esalta", ha rincarato. Assicurando di non ambire a "nulla di troppo radicale", ma d'immaginare modifiche graduali: "necessarie" a stare al passo con i tempi. "Penso - ha proseguito - che, se non si sta attenti, la storia possa diventare un peso soffocante, troppo restrittivo". Per questo, pur riconoscendo il valore vitale "della tradizione" per un'istituzione come quella monarchica, ha rimarcato di ritenere "importante vivere nel presente, qui e ora".










