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3 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:28

Erano in 1500, radunati per la festa dello Yom Kippur, la festività ebraica che celebra l’espiazione dei peccati e la riconciliazione. E hanno deciso, dopo la cerimonia pubblica, di manifestare per Gaza e contro il genocidio perpetrato dallo Stato di Israele: hanno così bloccato l’ingresso del ponte di Brooklyn, a New York, per 90 minuti, ma decine di loro sono stati arrestati. “Come rabbino e discendente di sopravvissuti all’Olocausto, sapevo che quest’anno lo Yom Kippur doveva essere diverso”, ha detto Elliot Kukla, membro di “Rabbis for Ceasefire”, movimento che supporta la Palestina e schierato contro la guerra nella Striscia.

Alla cerimonia davanti al municipio di Brooklyn hanno partecipato circa 1500 membri della comunità ebraica, tra cui il difensore civico di New York City, Jumaane Williams, e il revisore dei conti, Brad Lander, entrambi intervenuti, insieme ad altri 12 funzionari eletti della città e dello stato. Durante la celebrazione i partecipanti hanno chiesto la fine del genocidio e lo stop alle spedizioni di armi in Israele. Dopo la commemorazione, una parte della folla ha marciato verso l’ingresso del ponte di Brooklyn e ha bloccato il traffico in protesta.