Sono nati diciannove anni fa, insieme al Circolo dei lettori. I gruppi di lettura sono nel dna dell’istituzione culturale torinese che da ottobre riparte con 29 proposte, più della metà in presenza (nella sede di Torino e in quella di Novara) e le altre online, che spaziano dalla letteratura inglese alla filosofia, dall’arte alla poesia. È il direttore della Fondazione Circolo dei lettori Giuseppe Culicchia a dare il senso di un’avventura, quella dei tanti bookclub del circolo, che ha raggiunto in totale 2200 iscritti. «Sono una risorsa preziosissima, sono un’esperienza che insegna la possibilità di aprirsi a chi ha idee diverse dalle nostre. E hanno un senso ancora più profondo se pensiamo a un dato allarmante con il quale dobbiamo fare i conti: l’analfabetismo di ritorno con i dati che ci dicono che il 30 per cento degli italiani ha difficoltà a comprendere un articolo di giornale».

Leggere ad alta voce è una pratica antifascista

di Sara Scarafia

Ma cosa si legge insieme al Circolo dei lettori? I bookclub sono tematici. Ci sono gli evergreen che vanno avanti, con autori e filoni diversi, da sempre: letteratura inglese, francese, spagnola, il caffè filosofico. Tutti in presenza, stesso giorno e stessa ora da 19 anni. Ci sono quelli d’autore: una serie di incontri online condotti da scrittori e scrittrici. Quest’anno, tra gli altri, Paolo Di Paolo su Tondelli, Francesca Giannone sul romanzo familiare, Antonella Lattanzi su Simenon, Loredana Lipperini su Stephen King. «Ogni anno l’offerta cresce e cambia anche sulla base delle sollecitazioni e delle idee che ci arrivano dalla nostra comunità — spiega Giulia Valenzano, responsabile dei gruppi di lettura — fino alla pandemia, i gdl erano solo in presenza. Poi, quando le contingenze ci hanno costretti tutti in casa, abbiamo scoperto anche questa possibilità che abbiamo mantenuto affiancandola agli appuntamenti nella nostra sede».