Re Cristiano IV non aveva un indirizzo email e fu così che creò le Poste danesi. Era il dicembre del 1624 e alla vigilia della Guerra dei Trent’anni allestì nove rotte postali tra le principali città del Regno. Da allora tutti i sudditi possono spedirsi lettere attraverso un sistema ovunque noto per la sua affidabilità. Fino ad oggi. O meglio, fino al 30 dicembre 2025, giorno in cui, 401 anni dopo, PostNord consegnerà la sua ultima lettera o cartolina. Il postino del re non suonerà mai più.
L’annuncio ha suscitato un certo clamore e qualche protesta in patria, che però non hanno fermato il servizio pubblico danese dal cominciare a smontare le 1.500 cassette delle lettere, dal tipico colore rosso, ancora sparse per il Paese.
Il futuro visto da Copenaghen
Alla fine, è una questione di soldi. Dal 2000 in Danimarca la spedizione di lettere è crollata dell’85 per cento, da 1,4 miliardi ai 110 milioni del 2025. Solo tra il 2023-’24 il calo è stato del 30 per cento. Il servizio è diventato salatissimo per il cittadino – 29 corone a spedizione, circa 4 euro – e non più sostenibile neanche per PostNord – per il 40 per cento di proprietà dello Stato danese e per il 60 di quello svedese – che da anni è in perdita e che ha licenziato 1.500 dipendenti su 4.600, mentre ad altri 700 ha offerto il ricollocamento in un settore che invece tira e parecchio: i pacchi.






