Una grande onda increspa la superficie della nostra galassia. Cosa l’abbia provocata non è chiaro – un’antica collisione con galassia nana, forse, o magari un qualche altro misterioso fenomeno cosmologico – ma la sua presenza è evidente e ben visibile nei dati raccolti dal telescopio spaziale Gaia, il “cacciatore di stelle con cui l’Esa ha mappato oltre due miliardi di corpi celesti nella nostra galassia, e non solo, prima del pensionamento, arrivato a gennaio di quest’anno. La scoperta è stata presentata in uno studio pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics da un team internazionale guidato dai ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).
Le stelle che compongono la Via Lattea sono in movimento continuo: ruotano attorno al centro galattico in modo piuttosto ordinato, ma al contempo, l’intera struttura ondeggia nel tempo, con un movimento simile a quello di una trottola. Questo era noto, ma la nuova ricerca ha identificato un altro tipo di movimento che coinvolge un’ampia porzione delle stelle della nostra galassia.
Per scoprirla, gli autori dello studio si sono affidati a due tipi di stelle: giovani stelle giganti, e cefeidi, caratterizzate da variazioni estremamente prevedibili della loro luminosità, che permette di osservarle con telescopi come Gaia su grandi distanze. Grazie alla capacità del telescopio Esa di eseguire osservazioni incredibilmente accurate in tutte le direzioni e di tutte le velocità (il movimento verso di noi, lontano da noi e attraverso il cielo) ha consentito agli scienziati di ottenere mappe dettagliatissime del disco galattico e dei movimenti al suo interno, con cui è stato possibile individuare la presenza dell’onda che attraversa la galassia.






