Il gruppo Hera e nove organizzazioni sindacali hanno sottoscritto il nuovo protocollo appalti, un modello che punta a diventare riferimento nazionale per la tutela del lavoro e la responsabilità delle filiere.

L'intesa arriva a dieci anni dal primo protocollo, siglato nel 2016, che aveva anticipato regole poi recepite dal Codice degli Appalti.

Il nuovo accordo regola oltre 4 miliardi di forniture fino al 2029, coprendo servizi e lavori in ambito energia, ciclo idrico integrato e ambiente. Coinvolge più di 1.800 imprese dell'indotto e circa 4.400 contratti ogni anno.

Tra i punti principali: rafforzamento delle clausole sociali, con salvaguardia occupazionale anche in caso di cambio appalto, applicazione vincolante dei contratti collettivi nazionali di lavoro di settore per contrastare dumping contrattuale e salariale, esclusione dei ribassi sui costi di manodopera e sicurezza, e verifiche più stringenti su formazione e correttezza retributiva.

Sul fronte dei controlli, il sistema di qualificazione delle imprese viene potenziato con checklist digitali e un vendor rating capace di monitorare performance e criticità in tempo reale. Sono previsti oltre 2.500 controlli l'anno, che hanno già contribuito a ridurre del 30% gli infortuni in tre anni. Vietati i subappalti a cascata e quelli su attività a rischio, mentre il limite massimo per i subaffidamenti resta al 10%.