Quattro ore e mezzo durante le quali Claudio Belgiorno ha risposto a tutte le domande dei pm e ha puntato il dito contro un altro politico. E’ stato un lungo interrogatorio quello di ieri mattina in procura nei confronti dell’ex esponente di Fratelli di Italia accusato, in concorso con Andrea Poggianti (vicepresidente del consiglio comunale di Empoli), di revenge porn e diffamazione ai danni dell’ex collega di partito Tommaso Cocci. Belgiorno, accompagnato dai suoi legali (Ugo Fanti, Alessandro Burzo e Gaia Fanti), è entrato in procura all 9.20 ed è uscito intorno alle 14. "Sono sereno e fiducioso nella giustizia", ha detto Belgiorno visibilmente provato per le lunghe ore passate in procura.
"Ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste e abbiamo prodotto documenti che secondo noi attestano la sua estraneità ai fatti contestati: il pubblico ministero non ne potrà non prendere atto", ha spiegato l’avvocato Fanti. Nei documenti portati a supporto della sua difesa, Belgiorno (che continua a dichiararsi innocente) avrebbe indicato il nome di un altro politico che sarebbe coinvolto nella scabrosa vicenda delle lettere anonime contenenti accuse e dettagli intimi della vita di Cocci. Insomma, la situazione si è ingarbugliata e non di poco. Un nuovo spunto investigativo su cui la procura, diretta da Luca Tescaroli, farà accertamenti.






